fiore di cariofillata con insetti

fiore di cariofillata con insetti

Simbologia Cariofillata

La Cariofillata è una pianta perenne dalle proprietà terapeutiche.
Il suo nome (caryophyllum «garofano») è attribuito all’intenso odore emanato dal rizoma che richiama il profumo dei chiodi di garofano.
La Cariofillata vanta anche tanti altri nomi legati a storie e leggende che la riguardano; la si conosce come garofanaiagarofanataerba benedetta, erba di San Benedetto, o ambretta selvatica.

La Cariofillata comune possiede delle presunte proprietà medicinali, tra le principali: antiinfiammatoria, antisettica, aromatica, astringente, diaforetica, febbrifuga, stiptica, stomachica, tonica.

Le radici fresche (o inumidite, se secche), schiacciate, odorano di garofano; il rizoma è ricco di tannino e si usa come tonico aromatico e astringente. Dai botanici, il nome è esteso a indicare anche le altre specie del genere Geum.

Nella credenza popolare la Cariofillata è considerata utile per scacciare gli spiriti cattivi…

La Leggenda dell’Erba benedetta

L’erba benedetta o Geum Urbanum, è una pianta molto nota al folklore e presente in molti racconti popolari: si riteneva infatti che questa pianta possedesse il potere di allontanare gli spiriti cattivi, proteggere dai serpenti velenosi e dai cani idrofobi. La tradizione associa l’erba benedetta al simbolismo cristiano dal momento che le sue foglie crescono in gruppi di tre (la santa Trinità), e i fiori hanno cinque petali (le ferite di Cristo).

Esiste inoltre una leggenda legata a San Benedetto, che racconta come un giorno un monaco portò al santo un calice con del vino al Geum Urbanum, il cui aroma doveva mascherare del veleno versato dentro al calice. Quando San Benedetto lo benedì, il veleno (sottoforma di una sorta di diavolo) volò fuori con una forza tale che il vetro del bicchiere tintinnò e l’intento del monaco fu così smascherato.

Curiosità

Nella sua Naturalis historia Plinio il Vecchio cita probabilmente per la prima volta la Cariofillata e ne descrive le virtù medicinali.

Nel XVI secolo i medici la trascurarono, mentre rimase popolare nelle campagne per la credenza che esorcizzasse chi la possedeva.

Nel rinascimento il medico e botanico svizzero Paracelso consigliava l’utilizzo di questa pianta per trattare le malattie del fegato, contro il catarro e per risolvere problemi di stomaco.

una raffigurazione illustrata della Cariofillata in tutte le sue parti.

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